Bene, è giunto il momento di postarvi un’altra opera. Ve le presento ad una ad una perché so che siete così pigri che non andrete mai a leggere tutto nella sezione “opere artistiche” e poi perché in queste descrizioni informali aggiungo tanti particolari.
L’opera che ho scelto per oggi è “Sospensione”. In realtà volevo farvi vedere l’ultima installazione, ossia “Net“, ma non mi è stato possibile fare le riprese per colpa del famoso regista bolognese Davide Rizzo (per gli amici “Baba”) della Elenfant Film che mi ha rubato il cavalletto fotografico mesi fa e non me lo ha più riportato.
OLIVETTI M40: Aiuto, Baba! L’ultima volta che è passato mi ha rotto il tasto dell’apostrofo!
Si, si, proprio lui, il distruttore pazzo, noto come l’Attila del terzo millennio! Invito tutti a spedire una mail di protesta direttamente al colpevole (basta cliccare su lascia un messaggio), in modo che abbia consapevolezza del grave problema e che si muova a portarmi il cavalletto. Non scherzo, scrivetegli davvero!
Comunque, tornando a “sospensione”.
L’opera è nata nel 2001 e doveva essere uno dei quadri di scena (insieme a “Pensieri” e ad un’altro che era così brutto che non gli ho dato nemmeno un titolo) di un cortometraggio di Corrado Punzi (Chiara e Roland). Era molto diverso allora: non aveva il pannello nero posteriore, le corde che legano l’uomo non erano reali (ma dipinte), i colori erano completamente differenti, l’uomo non era in rilievo…. insomma possiamo dire che…
OLIVETTI M40: ..che faceva così schifo che il Punzi l’ha ripreso solo posteriormente, dalla parte del telaio!!!
No, non faceva schifo, era solo diverso! Certo, la realizzazione di adesso mi soddisfa molto di più di quella di prima. Anzi, mi sbilancio, è addirittura uno dei miei quadri preferiti. Anche perché mi ritrovo molto nell’omino del quadro, sospeso e al tempo stesso legato alla realtà a causa di chissà quale corda, forza o legge.
OLIVETTI M40: Insomma, un po’ come nel video “Matrix ping pong”!!! Anche qui forze misteriose permettono ai giocatori e alla pallina di rimanere sospesi..
..mhh… si, più o meno… i dubbi che…
OLIVETTI M40: scusami un attimo, visto che si parla di ping pong, guardate quasta partita assurda!
…dicevo… i dubbi che vorrei emergessero attraverso quest’opera sono tanti: chi sono? dove finisco io e dove comincia il resto? c’è un io e un resto? dove sono? sono in movimento o sono fermo? cos’è lo spazio e cosa il tempo? ho possibilità di scelta? scelta reale o fittizia…
OLIVETTI M40: Vero! Cosa sono? Perchè mi stantuffi i tasti ogni giono per scrivere queste cazzate? Perchè mi surriscaldo tanto rischiando la vita ogni giorno?
iShhhh!!! Mi è venuta un’idea: oltre alla pagina di benvenuto con le strane keywords che ho già creato, ne creerò un’altra piena delle mie domande (sempre per tornare al discorso di selezione del lettore) a cui ognuno potrà dare la sua risposta.
Comunque, ritornando sull’argomento principale del post, ossia “sospensione”, so che potreste essere interessati a comprarlo ed essere disposti a sborsare chissà quale folle cifra, ma vi anticipo dicendo che non è in vendita perchè se ne è impossessato mio fratello Lollo.
Come al solito vi ricordo che commenti, consigli, dubbi e insulti sono graditi.
ciao a tutti. Gabriele
P.s. per cifre a quattro zeri possiamo parlarne!
OLIVETTI M40: Tipo 10000 lire?
Quattro zeri in euro!
OLIVETTI M40: Euro? Che sono? Dove son finite le lire?
Ora non c’è tempo, te lo spiego un’altra volta con calma…
Sospensione
materiali vari (smalto, olio, stucco, e corde) su tela su tela 70×50 su pannello di compensato 130×98cm
1997

Un uomo sospeso per aria è avvolto da una confusione di linee diffusionali che originano da tutto il mondo circostante e che prima di arrivare a lui si fondono e interagiscono tra loro. A reggerlo cinque fili attaccati a mani, collo e piedi, come leggi che sembrano governare la realtà in cui l’uomo è sospeso. Lo studio del quadro è del 2001, ma la realizzazione finale del 2004